Il terzo episodio di What If…?

Terzo episodio di What If

Dopo i primi due episodi in cui si è dato allo spettatore l’opportunità di familiarizzare con il meccanismo narrativo della seria, questo terzo episodio di What If…? osa molto di più.

Lo scenario di questo universo alternativo è molto più cupo rispetto a quello del Marvel Cinematic Universe classico, e la vicenda è costellata di eventi tragici.

La settimana piena di Nick Fury

La trama di questo terzo episodio di What If…? dovrebbe rispondere alla domanda “E Se… Il mondo avesse perso i suoi eroi più potenti?” (What if… The World lost its Mightiest Heroes?), ma in realtà è un vero e proprio giallo ricco di colpi di scena.

La trama rimanda ai film che hanno introdotto i vari personaggi che poi si sarebbero riuniti in Avengers, e si rifà ad un concetto che, suggerito all’interno dei film, era stato esplicitato in una serie di fumetti usciti come prologo ufficiale di Avengers, Fury’s Big Week.

Copertina di Marvel’s Avengers Prelude: Fury’s Big Week 2 del 2012

Nonostante le date di uscita differenti, i film che hanno rappresentato una sorta di prologo ad Avengers si sarebbero svolti tutti nell’arco di pochissimi giorni. L’Incredibile Hulk, Iron Man 2, Thor e le sequenze ambientate nel presente di Captain America: Il Primo Vendicatore infatti si sarebbero svolte tutte nell’arco di una sola settimana.

I riferimenti erano presenti già nei film originali, ma in Fury’s Big Week, otto episodi rilasciati in digitale e poi stampati nella miniserie di quattro numeri Marvel’s The Avengers Prelude: Fury’s Big Week, si esplicitava al meglio la cosa e si seguivano gli spostamenti di Fury, Coulson e Maria Hill durante questo periodo.

Allo stesso modo, si scopriva che Natasha era già stata incaricata della sorveglianza di Bruce Banner, rendendo esplicito come mai lo conosca già in questo episodio, ambientato molto tempo prima del loro incontro in Avengers.

L’evento nexus del terzo episodio di What If…?

La trama del terzo episodio di What If…? vede Fury assistere ai misteriosi omicidi dei vari candidati per la sua Iniziativa Avengers. Il primo a cadere è Tony Stark, per la cui morte viene incastrata Natasha Romanoff, ma uno dopo l’altro assistiamo alla morte di Thor, Clint Barton e Bruce Banner.

Fury osserva la freccia di Clint Barton che ha ucciso involontariamente Thor nel terzo episodio di What If...?
Fury osserva la freccia di Clint Barton che ha ucciso involontariamente Thor

Mentre è in fuga e in cerca del colpevole, anche Natasha cade vittima dell’assassino, ma non prima di suggerire a Fury che la chiave di tutto è Hope. Fury capisce quindi chi è il vero colpevole: Hank Pym, reso folle dal dolore causato dalla morte della figlia Hope un paio di anni prima.

L’utilizzo di Hank Pym nelle vesti di Yellowjacket come traditore del gruppo è un rimando ai fumetti, dove più di una volta l’eroe è stato vittima di crolli nervosi che l’hanno fatto rivoltare contro i compagni, e spesso proprio indossando i panni di Calabrone (Yellowjacket).

Copertina di Avengers 213 del 1981, storico episodio in cui Hank Pym è sottoposto a corte marziale dai compagni e preda della paranoia arriva a picchiare la moglie Janet
Copertina di Avengers 213 del 1981, storico episodio in cui Hank Pym è sottoposto a corte marziale dai compagni e preda della paranoia arriva a picchiare la moglie Janet

Ci sarà un seguito al terzo episodio di What If…?

L’evento nexus di questo episodio è stata quindi la decisione di Fury di arruolare Hope van Dyne nello S.H.I.E.L.D. e la morte di quest’ultima in missione. Hank Pym ha quindi creato una tuta estremamente simile a quella di Yellowjacket in Ant-Man, e si è vendicato eliminando tutti gli altri candidati Avengers selezionati da Fury.

Il finale di questo terzo episodio di What If…? è particolarmente aperto. Fury sconfigge Pym grazie all’aiuto di Loki, giunto sulla Terra con l’esercito asgardiano per vendicare la morte del fratello Thor. Ma una volta sconfitto il traditore, Loki decide di conquistare il pianeta e, senza Avengers a contrastarlo, ha gioco facile nell’assumere il controllo dell’intero pianeta.

Loki occupa le Nazioni Unite nel finale del terzo episodio di What If...?
Loki occupa le Nazioni Unite nel finale del terzo episodio di What If…?

Fury però non è privo di risorse, e il ritrovamento di Captain America tra i ghiacci e il ritorno dallo spazio di Captain Marvel gli offrono la speranza di poter combattere nuovamente per la libertà.

Lo scenario di un mondo sotto il giogo di Loki in cui solo pochi eroi possono contrastarlo è sicuramente interessante, non solo per un eventuale seguito in un episodio futuro di What If…?, ma anche per la prossima seconda stagione di Loki, che dovrà fare i conti con la frattura nel Multiverso causata da un’altra versione del dio dell’Inganno, Sylvie.

Il secondo episodio di What If…?

Secondo episodio di What If

Il secondo episodio di What If…? è carico di significati particolari, essendo anche l’ultima apparizione, per quanto solo in veste di doppiatore, di Chadwick Boseman, l’interprete di Black Panther scomparso quasi un anno fa, il 28 agosto 2020, a soli 42 anni per un tumore all’intestino.

Boseman ha registrato i dialoghi di questo secondo episodio di What If…? a partire da Agosto 2019, un anno prima della sua morte e prima che le sue condizioni di salute peggiorassero sensibilmente.

La trama del secondo episodio di What If…?

Il charachter poster dedicato a T'Challa nei panni di Star-Lord, come visto nel secondo episodio di What If...?
Il character poster dedicato a T’Challa nei panni di Star-Lord

Ritroviamo il personaggio di T’Challa, interpretato da Boseman, ma in un contesto decisamente differente da quello del Wakanda che avevamo imparato a conoscere in Black Panther. Il titolo di questo secondo episodio di What If…? è infatti E se… T’Challa fosse diventato Star-Lord? (What If… T’Challa Became a Star-Lord?).

La storia parte infatti dal presupposto per cui i Ravagers, giunti sulla Terra per rapire Peter Quill, vengono tratti in inganno dalle radiazioni cosmiche emesse dal meteorite di vibranio wakandiano e rapiscono al suo posto T’Challa.

Desideroso di avventura e di conoscere l’universo, T’Challa viene adottato da Yondu e diventa Star-Lord. Ma a differenza di Peter Quill nell’universo cinematografico tradizionale, questo Star-Lord diventa un vero e proprio eroe cosmico.

Vediamo infatti che grazie al suo operato, Thanos ha abbandonato i propositi di genocidio cosmico, evitando così anche di torturare Nebula e di uccidere la famiglia di Drax, il quale in questa realtà lavora serenamente come barista.

C’è anche il rovescio della medaglia però: dal momento che Quill è rimasto sulla Terra, viene facilmente trovato da Ego, a differenza di quanto visto in Guardiani della Galassia Vol. 2, un incontro che secondo l’onnisciente voce dell’Osservatore causerà la fine di questo universo.

La collezione del Collezionista nel secondo episodio di What If…?

La vicenda di questo secondo episodio di What If…? è incentrato sullo scontro tra i Ravagers e il Collezionista, che in questa realtà ha preso il posto di Thanos, guidando l’Ordine Nero e raccogliendo un grande numero di oggetti e creature di potere.

A parte Cosmo, il cane cosmonauta sovietico che ha sviluppato poteri telepatici, e Howard il Papero, il papero umanoide cinico e disilluso che avevamo già visto nei precedenti film dei Guardiani della Galassia, vediamo che nelle gabbie c’è anche una sagoma che ricorda moltissimo Groot.

Il Collezionista e le sue armi, viste nel secondo episodio di What If...?
Il Collezionista e le sue armi

Tra le armi a sua disposizione troviamo una sorta di guanto ricavato dal corpo di Korg, lo scudo di Captain America, Mjolnir, i pugnali di Loki e quelli che avevamo visto utilizzati da Drax.

Ma l’oggetto più interessante è il copricapo che abbiamo visto indossare a Hela in Thor: Ragnarok e che le permetteva di evocare un numero infinito di lame e spade.

La Necrospada di Hela

Se non mi sbaglio, in questo secondo episodio di What If…? sentiamo per la prima volta il nome dell’arma di Hela, legata al suo copricapo, ovvero Necrospada. Nei fumetti il nome dell’arma di Hela in realtà è Nightsword, mentre Necrosword è un termine molto differente.

Si tratta infatti di un nome che fa sussultare i Marvel fan, non necessariamente di vecchia data dal momento che si tratta di un elemento introdotto nei fumetti abbastanza di recente ma di grande interesse. La Necrospada, o meglio All-Black the Necrosword, è infatti l’arma che nei fumetti è utilizzata da Gorr, il Macellatore di Dei (God Butcher), il nemico di Thor introdotto da Jason Aaron e Esad Ribic in Thor: God of Thunder 2 del 2012.

Copertina di Thor: God of Thunder 5 del 2013, di Esad Ribic, con lo scontro tra Thor e Gorr in possesso di All-Black the Necrosword
Copertina di Thor: God of Thunder 5 del 2013, di Esad Ribic, con lo scontro tra Thor e Gorr in possesso di All-Black the Necrosword

All-Black, una sorta di spada formata dall’oscurità, polimorfa e in grado di espandersi e ritrarsi a piacimento, è in realtà il primo simbionte Klyntar, nato dall’ombra del dio primordiale dell’oscurità Knull. Brandendo All-Black, Knull decapitò un Celestiale, la cui testa mozzata sarebbe poi diventata Knowhere, teatro anche dello scontro tra i Ravagers e il Collezionista in questo secondo episodio di What If…?.

Una volta persa All-Black, Knull prese a creare innumerevoli altri simbionti Klyntar. Uno di questi, intrappolato su Battleworld, si sarebbe poi unito sotto forma di costume vivente dapprima a Spider-Man e quindi, una volta che l’eroe terrestre scoprì la sua natura e lo ripudiò, a Eddie Brock, diventando così Venom.

Ci sarà un legame tra Thor e Venom?

Gorr, interpretato da Christian Bale, sarà uno degli antagonisti presenti in Thor: Love and Thunder, il quarto capitolo cinematografico delle vicende del dio del tuono in uscita . Che possa esserci quindi un legame con le vicende di Venom, il cui secondo film, La Furia di Carnage, è in uscita il prossimo 14 ottobre?

L'ultimo manifesto di Venom: La Furia di Carnage, in uscita il 14 ottobre
L’ultimo manifesto di Venom: La Furia di Carnage, in uscita il 14 ottobre

È più verosimile il contrario: legando la Necrospada a Hela piuttosto che a Knull, probabilmente si vuole evitare qualsiasi riferimento a Knull (personaggio legato al mondo di Venom) nella storia di Gorr, in maniera da tenere separate le mitologie dei due universi narrativi.

Il primo episodio di What If…?

Il primo episodio di What If...?

Mercoledì 11 agosto ha esordito la prima serie animata del Marvel Cinematic Universe, o meglio, Marvel Cinematic Multiverse. Il primo episodio di What If…? infatti segna l’esordio della serie che esplora le infinite possibilità del Multiverso, ricollegandosi in qualche misura alla conclusione della prima stagione di Loki.

What If…?: di cosa si tratta

What If…? è una domanda che si traduce letteralmente “E se…?“, ed è anche il titolo di una storica collana della Marvel Comics, poi trasformatasi in una vera e propria linea editoriale, dedicata a storie che riprendono episodi già narrati, ma cambiandone uno o più particolari e analizzando cosa sarebbe successo in seguito a quel cambiamento.

Copertina del primo episodio di What If…? 1 del 1977, di George Perez e Joe Sinnot
Copertina di What If…? 1 del 1977, di George Perez e Joe Sinnot

Il primo What If…? si chiese cosa sarebbe successo se i Fantastici Quattro avessero accolto Spider-Man tra le proprie file, diventando così i Fantastici Cinque. L’ultimo What If…? pubblicato in ordine di tempo, una miniserie in 5 numeri che si conclude proprio in questi giorni negli Stati Uniti, ha ancora per protagonista Spider-Man: intitolata Spider’s Shadow, analizza la possibilità che Peter Parker non si sia separato dal costume alieno che sarebbe diventato Venom prima di entrarne in simbiosi.

L’Osservatore, l’anfitrione del primo episodio di What If…?

Così come nella stragrande maggioranza dei fumetti, il primo episodio di What If…? è introdotto dall’Osservatore (the Watcher), enigmatico e potentissimo alieno membro di una razza che osserva e registra gli avvenimenti nella nostra e nelle realtà attigue, legati dal giuramento di non interferire mai in prima persona con gli eventi.

Il character poster dedicato all'Osservatore, The Watcher, che esordisce nel primo episodio di What If...?
Il character poster dedicato all’Osservatore, The Watcher

Ovviamente in tutte le opere di fiction, quando viene introdotto un personaggio legato da un giuramento è in previsione del momento in cui sarà obbligato ad infrangerlo. Nei fumetti le interferenze di Uatu, l’Osservatore assegnato a Terra-616, sono diventate talmente proverbiali che spesso è stato punito dai suoi simili.

L’ingaggio di un attore come Jeffrey Wright solo per recitare quelle poche righe di introduzione e di chiusura di ogni episodio di What If…? sembrerebbe un po’ uno spreco, e visti gli eventi del finale di stagione di Loki può darsi che anche la versione televisiva di Uatu dovrà assumere un ruolo più attivo.

Il primo epsiodio della serie: What If… Captain Carter Were The First Avenger?

Il primo episodio di What If…? risponde alla domanda “E se… Captain Carter fosse stata il Primo Vendicatore?“, tornando agli eventi di Captain America: Il Primo Vendicatore. L’evento nexus in questo universo risiede nella scelta di Peggy Carter di seguire l’esperimento che avrebbe portato Steve Rogers a diventare Captain America all’interno della stanza. In questo modo il suo intervento per tentare di fermare il sabotaggio da parte della spia dell’Hydra avrebbe portato al ferimento di Steve,.

Peggy Carter nei panni di Captain Carter nel character poster del primo episodio di What If...?
Peggy Carter nei panni di Captain Carter nel character poster del primo episodio di What If…?

Gli eventi avrebbero quindi preso una piega diversa, con Peggy a prendere il posto di Steve e diventare lei stessa un supersoldato, Captain Carter, in grado di recuperare il Tesseract e consegnarlo ad Howard Stark. Stark, grazie al manufatto cosmico, sarebbe stato in grado di creare una sorta di armatura da combattimento simile a quella di Iron Man, chiamata Hydra Stomper e guidata dal gracile Steve Rogers.

Steve Rogers alla guida del Hydra Stomper nel character poster del primo episodio di What If...?
Steve Rogers alla guida del Hydra Stomper nel character poster del primo episodio di What If…?

Alla fine sarebbe stata Peggy a fronteggiare un mostruoso alieno richiamato dal Tesseract ed essere improvvisamente proiettata nel presente, dove incontra il Nick Fury e il Clint Barton di quella realtà.

Notiamo che il superiore di Carter in questa realtà è John Flynn, interpretato da Bradley Whitford, che avevamo visto come suo superiore nel SSR dopo la Guerra in Marvel One Shot: Agent Carter.

L’alieno nel primo episodio di What If…?

Quando Teschio Rosso rientra in possesso del Tesseract, lo utilizza per richiamare un’entità aliena tentacolare, che sembra rifarsi ai miti di Chtulu dello scrittore H.P. Lovecraft. Ricorda da vicino anche un’altra entità che abbiamo già visto nel Marvel Cinematic Universe, ovvero l’Abilisk, l’alieno tentacolare affrontato dai Guardiani della Galassia in apertura di Guardiani della Galassia Vol. 2. La scena in cui Captain Carter si getta verso la bocca del mostro brandendo una spada ricorda molto il momento in cui Drax si gettava nelle fauci dell’Abilisk per poi colpirlo dall’interno con i suoi coltelli.

Al vecchio Marvel Fan però un immenso alieno tentacolare inserito in un contesto di Multiverso fa scattare un campanello d’allarme. Difficile non pensare infatti a Shuma Gorath, personaggio ispirato alle creazioni di Lovecraft e di R. E. Howard.

Celebre anche per la sua partecipazione ai videogames della serie Marvel vs. Capcom, Shuma Gorath è uno degli Esseri dai Molti Angoli, divinità che dominano il cosiddetto “Cancroverso”, un universo in cui la Morte è stata sconfitta e la Vita si diffonde in maniera incontrollata come un cancro, straripando anche negli universi contigui.

Clip con l’evoluzione di Shuma Gorath nei videogiochi Marvel vs. Capcom tra il 1995 e il 2011

Entità potentissima in grado di influenzare i suoi seguaci anche a universi di distanza, è stata respinta più volte grazie all’opera di Conan il Barbaro, del Dr. Strange, dei Fantastici Quattro e dei Mighty Avengers di Luke Cage e Monica Rambeau.

Se si trattasse di Shuma Gorath sarebbe lo stesso essere che si è visto anche nei vari fumetti e nei videogames, essendo un essere unico nel Multiverso.

Il finale della prima stagione di Loki

Il finale della prima stagione di Loki

Dal momento che si tratta della prima serie dei Marvel Studios ad essere stata rinnovata, il finale della prima stagione di Loki lascia moltissime cose in sospeso. La sesta e ultima puntata di questa stagione, intitolata “Per tutto il tempo. Sempre.” (For All Time. Always.), come il motto della TVA, fa entrare in scena, in un certo senso, quella che dovrebbe essere la prossima grande minaccia per il Marvel Cinematic Universe, quello che Thanos è stato per le fasi 2 e 3.

Colui che Rimane, la grande sorpresa del finale della prima stagione di Loki

Dopo aver attraversato tutta la linea temporale (azione simboleggiata da un montaggio sonoro di varie frasi prese da film e serie Marvel passate e future), Loki e Sylvie, giungono alla Cittadella alla Fine del Tempo, una reggia diroccata che sembra ricostruita con il metodo giapponese del kintsugi, ovvero di riparare le spaccature con l’oro in maniera da metterle in risalto.

https://youtu.be/dA8ogvNg0L4
Il trailer del finale della prima stagione di Loki

In realtà si tratta di una roccia con venature dorate, roccia di cui è composto tutto l’asteroide su cui è costruita la Cittadella (che è quindi completamente scavata nell’asteroide). Abbiamo già visto questo materiale molte volte all’interno degli uffici della TVA: nell’aula dei processi del giudice Renslayer, nelle statue nel suo ufficio, negli ascensori, giusto per fare qualche esempio.

All’interno di questa reggia incontrano Miss Minutes, la mascotte olografica della TVA che offre ai due Loki la possibilità di vivere in pace nella linea temporale, se avessero desistito dai loro propositi omicidi nei confronti di “Colui che Rimane” (He Who Remains), ovvero il grande architetto dietro la TVA e il controllo della linea temporale. Sylvie decide di perseguire nel suo obiettivo di ucciderlo, nonostante egli avesse avvisato che in tal caso altre sua varianti, più bellicose, avrebbero preso il suo posto. Nel finale, vediamo come la storia della TVA sia stata “riscritta” e la statua di una di queste varianti campeggia al posto di quelle dei Guardiani del Tempo.

L'entrata in scena di Colui che Rimane, interpretato da Jonathan Majors, nel finale della prima stagione di Loki
L’entrata in scena di Colui che Rimane, interpretato da Jonathan Majors, nel finale della prima stagione di Loki

Nell’universo a Fumetti, Colui che Rimane è l’ultimo direttore della TVA, che alla fine del tempo crea i Time Keepers per vegliare sulla linea temporale (ma in una ramificazione crea invece i Time Twisters, dagli scopi opposti).

La differenza sostanziale è che in questo caso è anche un personaggio ben noto, a differenza della carta stampata dove era semplicemente l’ultimo, anonimo, Guardiano del Tempo sopravvissuto. Il personaggio che Loki e Sylvie affrontano, infatti, altri non è che una versione di Kang il Conquistatore, interpretato da Jonathan Majors (che era anche la voce, non accreditata, dei Time Keepers due episodi fa), di cui avevamo correttamente intuito l’arrivo.

Kang, Immortus, Rama-Tut, Iron Lad… Le mille facce del conquistatore

In realtà questa particolare versione sembra rimandare maggiormente ad un’altra iterazione del personaggio, ovvero Immortus. Ma cerchiamo di mettere un po’ di ordine nella complessissima storia di Kang.

Creato da Stan Lee e Jack Kirby sulle pagine di Avengers 8 del 1964, Kang è un viaggiatore del tempo, giunto nella nostra epoca con l’intenzione di conquistarla. Grazie alla sua tecnologia futuristica Kang è un nemico formidabile per gli Avengers: nonostante la sconfitta, Kang si propone di conquistare la loro epoca e sarebbe tornato in innumerevoli occasioni a combattere contro i Vendicatori.

Nel corso della storia Kang rivelò di essere in realtà un altro viaggiatore temporale incontrato qualche tempo prima dai Fantastici Quattro nell’Antico Egitto, il faraone Rama-Tut, proveniente dal futuro. Due numeri dopo l’esordio di Kang, gli Avengers avrebbero affrontato un personaggio molto simile, Immortus, il Signore del Tempo.

In seguito giunse la rivelazione che tutti questi tre personaggi erano in realtà la stessa persona, in diversi momenti della sua vita. Negli anni poi si aggiunsero altre identità di Kang, corrispondenti a differenti momenti della sua vita: Iron Lad, Scarlet Centurion, Kid Immortus, Mr Gryphon… I vari viaggi temporali del personaggio crearono tutta una serie di versioni alternative di sé stesso, al punto che ad un certo punto si creò un vero e proprio Concilio dei Kang.

Copertina di Avengers 2 del 2017, di Alex Ross, in cui sono raffigurate varie identità di Kang: Immortus, Scarlet Centurion, Iron Lad e Rama-Tut

DI base, Kang è la versione più belligerante e mosso dalla brama di conquista, mentre Immortus è la versione più anziana, riflessiva e manipolatrice, a cui i Guardiani del Tempo affidarono il compito di sorvegliare sull’integrità della linea temporale.

Il conflitto tra queste due versioni dello stesso personaggio esplose nella serie Avengers Forever del 1998, in cui Kang si liberò delle innumerevoli altre versioni di sé stesso e riuscì ad evitare il destino di diventare Immortus.

Il legame con i Fantastici Quattro

Ma attenzione: il vero nome di questo personaggio è Nathaniel Richards, come il padre di Reed Richards, Mister Fantastic dei Fantastici Quattro. Il padre di Reed è un viaggiatore temporale, che a quanto pare nel 31° secolo ha portato pace e prosperità nel mondo, guadagnandosi l’appellattivo de Il Beneffattore.

Kang afferma di essere un suo discendente, che annoiato da quel mondo così perfetto ha scelto di tornare nel passato per mettersi alla prova come guerriero. Che queste affermazioni siano vere o meno hanno senso se pensiamo che il film che chiuderà la Fase 4 del MCU sarà proprio Fantastic Four.

Perché proprio Loki?

Se alla luce del finale di questa prima stagione appare chiaro che la storia raccontata è fondamentale per il futuro del Marvel Cinematic Universe nel senso più ampio, viene da chiedersi perché sia stata raccontata proprio con Loki come protagonista.

A parte l’immensa bravura di Tom Hiddleston come attore, per un certo senso si potrebbe pensare che ci sarebbe potuto essere qualsiasi altro personaggio come protagonista, dal momento che la vicenda non ha grossi legami con il background di Loki. Ma in realtà ci sono dei motivi sia narrativi che meta-narrativi che giustificano questa scelta.

Dal punto di vista narrativo, Loki è il personaggio del Marvel Cinematic Universe che più di ogni altro a dimostrato di essere disposto a tutto per sottrarsi al suo “fato”, che sia la sconfitta o la morte. Tutto il percorso di Loki nel MCU è un continuo susseguirsi di cambi di schieramento, di mosse inaspettate, di redenzione e di tradimenti. Per questo nessuno meglio di lui poteva incarnare il simbolo della ribellione alla predeterminazione.

Ragionando al di fuori della dimensione narrativa, poi, è stato simbolico come Loki, che è stato il primo grande villain “globale” del Marvel Cinematic Universe, abbia prima introdotto Thanos, per il quale lavorava in The Avengers, e quindi ora la nuova grande minaccia all’orizzonte della Fase 4, ovvero Kang il Conquistatore, in una sorta di passaggio del testimone.

Oltre il finale della prima stagione di Loki: la nascita del Multiverso, What If…? e altro ancora

Il finale della prima stagione di Loki apre un ventaglio di possibilità narrative enormi e rende molto più chiari i piani per il futuro del Marvel Cinematic Universe. Con il ramificarsi incontrollato delle linee temporali nascono infiniti universi che offrono possibilità narrative illimitate.

Intanto ci si chiede cosa potrà accadere nella seconda stagione, dove dovremo scoprire cosa è successo alla TVA e come mai il ricordo di Loki è stato cancellato dalla mente di Mobius, e dove sia andata Ravonna nella sua ricerca del “libero arbitrio”. Non è detto che nell’attesa ne scopriremo di più sulle altre produzioni Marvel che risentiranno degli eventi di questo finale.

Il primo effetto è il lancio della serie antologica What If…?, che debutterà su Disney+ l’11 agosto e che ad oggi non è più una semplice antologia di storie immaginarie realizzate in animazione, ma una vera e propria finestra sul Multiverso che si è venuto a creare. Il filo conduttore di What If…? sarà l’Osservatore, The Watcher (doppiato in originale da Jeffrey Wright), il misterioso e potentissimo alieno che osserva tutti gli eventi del Multiverso legato però da un giuramento di non interferenza. Ma forse, dati gli eventi visti in Loki, sara obbligato a smettere di osservare e basta e intervenire in prima persona.

https://youtu.be/tNZf5ASC4Fk
Il trailer di What If…?, la serie animata che segue il finale della prima stagione di Loki

Il Multiverso e i prossimi film Marvel: Spider-Man: No Way Home, Eternals, Doctor Strange and the Multiverse of Madness

Assume una nuova rilevanza Spider-Man: Far From Home, che sappiamo essere ambientato molti mesi dopo WandaVision e Loki. In questo film si parla con relativa nonchalance di eroi che provengono da altre realtà e vediamo apparire nel finale J. Jonah Jameson, interpretato da J.K. Simmons come nella trilogia di Sam Raimi di 20 anni fa. Sembrava potesse essere un semplice omaggio, il cameo dello stesso attore che interpreta una nuova versione dello stesso personaggio, ma ora viene il dubbio che potesse trattarsi dello stesso Jameson che avevamo conosciuto nei film ambientati in un altro universo.

Scopriremo di più su questo tema in Spider-Man: No Way Home, in cui riappariranno altri villain dei precedenti film di Spider-Man, ovvero il Dottor Octupus e Electro, interpretata dagli stessi attori, ovvero Alfred Molina e Jamie Foxx. Senza contare le voci insistenti, anche se non confermate, della comparsa dei due interpreti precedenti di Spider-Man, Tobey Maguire e Andrew Garfield.

Il caos nel multiverso può anche forse spiegare una delle critiche maggiormente apparsa in rete, spesso sotto forma di meme, dopo il rilascio del trailer di Eternals: come mai gli Eterni non sono mai intervenuti negli eventi che hanno visto coinvolti gli Avengers, nonostante fossero presenti sulla Terra da millenni? Forse erano presenti su un’altra Terra?

In questo momento uno degli appuntamenti più attesi per il Marvel Cinematic Universe è sicuramente Doctor Strange in the Multiverse of Madness, che come indica il titolo avrà sicuramente a che fare con le conseguenze del finale della prima stagione di Loki. Ma sappiamo anche che si ricollegherà direttamente anche a WandaVision, con Scarlet Witch che nella scena post-credit stava studiando il Darkhold e ha ricevuto una richiesta d’aiuto dai “figli” che aveva creato con i suoi poteri. Figli che in un altro punto del Multiverso potrebbero esistere e chissà, essere Speed e Wiccan degli Young Avengers.

Gli Young Avengers saranno la chiave per sconfiggere Kang?

A proposito di Young Avengers, nei fumetti questo gruppo di giovani eredi dei Vendicatori è stato formato proprio da Iron Lad, una versione giovanile di Kang, il personaggio interpretato da Jonathan Majors che, dopo il finale della prima stagione di Loki, ricomparirà sicuramente anche in Ant-Man and the Wasp: Quantumania. Sappiamo anche che in quel film cambierà l’interprete di Cassie Lang: interpretata da Emma Fuhrmann in Avengers: Endgame, la figlia di Ant-Man sarà invece impersonata da Kathryn Newton nel nuovo film, una mossa che lascia presagire un ruolo più attivo, come potrebbe essere l’adozione di una delle sue identità supereroistiche come Stature o Stinger.

Copertina di Young Avengers 5 del 2005, di Jim Cheung, con lo scontro tra Kang il Conquistatore e la sua controparte adolescente Iron Lad

L’idea di un gruppo di ragazzini che in un futuro più o meno lontano prendano il posto degli Avengers per opporsi a Kang si sta sviluppando: come abbiamo già notato in passato, abbiamo conosciuto Tommy e Billy Maximoff, ovvero Speed e Wiccan, e Eli Bradley, il nipote del supersoldato afroamericano Isaiah che potrebbe diventare il nuovo Patriot. Sappiamo anche che in Hawkeye Clint Barton addestrerà la giovane Kate Bishop. Inoltre, anche se non fanno proprio parte degli Young Avengers fumettistici, stiamo anche per conoscere la giovane Ms. Marvel nella sua serie personale e in Spider-Man: Homecoming era stata suggerita l’esistenza di Miles Morales, colui che abbiamo visto in Spider-Man: Un Nuovo Universo diventare un nuovo Uomo Ragno e affiancare una squadra di altri Ragni provenienti dal Multiverso.

Gli altri universi cinematografici Marvel: il Sony “Spiderverse” e gli X-Men.

A tal proposito, la questione Multiverso può non solo essere propedeutica all’introduzione degli X-Men e dei Fantastici Quattro, ma anche nel legare le produzioni cinematografiche della Sony, che possono contare su tutta una serie di personaggi legati a Spider-Man, da Venom alle produzioni in prossima uscita su Morbius, Spider-Woman, Silk, Kraven il Cacciatore e forse anche Jackpot. In particolare quest’ultimo titolo, basato su un personaggio estremamente minore, avrebbe senso in chiave “multiversale”, se fosse incentrato su una versione supereroistica di Mary Jane Watson.

Negli ultimi tempi poi sono comparsi sui social alcuni post molto “sospetti” da parte di Hugh Jackman, lo storico interprete di Wolverine nell’universo cinematografico Marvel della Fox: ha ripubblicato un’immagine di Wolverine e una foto di un suo vecchio incontro con il boss della Marvel Kevin Feige.

L'Instagram Story con cui Hugh Jackman ha ripubblicato una sua foto con Keving Feige del 2013. Dopo il finale della prima stagione di Loki vedremo il ritorno di Wolverine?
L’Instagram Story con cui Hugh Jackman ha ripubblicato una sua foto con Keving Feige del 2013.

Ma più di questi indizi, fa più clamore il video realizzato da Ryan Reynolds per promuovere il suo nuovo film, Free Guy. In questo video “reaction” del trailer del film, Reynolds indossa i panni di Deadpool e affianca Korg, il personaggio interpretato da Taika Waititi (che compare anche in Free Guy) in Thor: Ragnarok e Avengers: Endgame. Il siparietto comico tra i due si conclude con l’annuncio dell’ingresso di Deadpool nel Marvel Cinematic Universe, cosa già annunciata tempo fa ma che alla luce del finale della prima stagione di Loki assume un altro significato.

https://youtu.be/g7q60i_Lh_E
Il reaction video al trailer di Free Guy in cui Ryan Reynolds e Taika Waititi hanno ripreso i ruoli di Deadpool e Korg, anticipando l’ingresso del primo nel MCU

Dopo il finale della prima stagione di Loki: la Fase 5 condurrà a Secret Wars?

La collisione tra questi universi narrativi fa pensare ad un evento specifico che ha sconvolto il Marvel Universe fumettistico nel 2015 (ovvero all’incirca quando hanno iniziato a programmare il futuro del franchise Marvel anche al cinema), le nuove Secret Wars.

Copertina di Free Comic Book Day 2015: Secret Wars 0, di Alex Ross, che ha segnato l'inizio delle nuove Secret Wars che hanno rimodellato il Multiverso Marvel. Qualcosa di simile si potrà vedere in seguito al finale della prima stagione di Loki
Copertina di Free Comic Book Day 2015: Secret Wars 0, di Alex Ross, che ha segnato l’inizio delle nuove Secret Wars che hanno rimodellato il Multiverso Marvel.

Nel fumetti, facendola breve, il Multiverso è collassato su se stesso e si formò un unico mondo fatto di “pezzi diversi” di universi differenti, Battleworld, in cui l’unico autorità era quella di un onnipotente Dr. Doom (la nemesi dei Fantastici Quattro). In seguito alla sconfitta di Von Doom per mano di alcuni sopravvissuti dell’universo precedente i Fantastici Quattro si incaricarono di ricostruire il Multiverso come era prima, ma con qualche differenza, come ad esempio l’inclusione di Miles Morales, lo Spider-Man di un altro universo, nell’universo principale.

Sembrerebbe, anche per il multiverso cinematografico, la via narrativa migliore per includere tutte le proprietà intellettuali Marvel che all’epoca della nascita dei Marvel Studios non erano disponibile e riscrivere quindi la storia dell’universo in maniera più coerente con quella dei fumetti, per esempio riportando i Fantastici Quattro al loro ruolo di “iniziatori” della moderna età supereroistica, ruolo che in pratica ricopre Iron Man nel MCU al momento.