La storia di Shang-Chi, il maestro del Kung Fu

La storia di Shang-Chi

Il protagonista del nuovo film Marvel, Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, è un personaggio dalla storia curiosa e complessa. Dalle mode degli anni ’70 al restyling in tempi moderni, la storia di Shang-Chi ha avuto picchi elevatissimi e momenti buoi.

Andiamo a vedere da dove viene questo personaggio su cui la Marvel punta moltissimo per aumentare la sua inclusività nei confronti del mondo asiatico.

La storia della creazione di Shang-Chi

Negli anni ’70 si diffonde a dismisura la moda per le arti marziali, negli Stati Uniti prima e poi in tutto il mondo. I film di Bruce Lee e la serie TV Kung Fu sono dei successi clamorosi e la Marvel decide di cavalcare questa moda con i suoi fumetti, in un periodo in cui il mercato editoriale è in piena espansione.

Il primo tentativo fu quello di acquisire i diritti di Kung Fu, la serie con protagonista David Carradine in onda su ABC dal 1972 al 1975, ma la trattativa non andò a buon fine. Nel contempo però gli uffici legali della Marvel ottennero un’altra licenza, questa volta per cavalcare l’onda del successo dei film di spionaggio stile James Bond: dagli eredi di Sax Rohmer, arrivò il via libera per utilizzare i personaggi dei romanzi di Fu Manchu.

Copertina di un'edizione recente di The Insidious Dr. Fu Manchu, il primo romanzo di Sax Rohmer incentrato sul mefistofelico criminale cinese, fondamentale nella storia di Shang-Chi
Copertina di un’edizione recente di The Insidious Dr. Fu Manchu, il primo romanzo di Sax Rohmer incentrato sul mefistofelico criminale cinese

Fu Manchu era l’archetipo del pericolo giallo, il mefistofelico genio del crimine cinese a capo di un impero criminale, che già era stato il modello per alcuni supercriminali Marvel, in particolare il Mandarino e l’Artiglio Giallo. Piuttosto che realizzare un semplice adattamento dei romanzi di Rohmer, la Marvel decise di sfruttare la moda delle arti marziali creando il personaggio del figlio di Fu Manchu, ovvero Shang-Chi.

La storia di Shang-Chi nei fumetti Marvel

Creato da Steve Englehart e Jim Starlin sulle pagine di Marvel Special Edition 16, Shang Chi è il miglior lottatore di arti marziali al mondo, ma viene ingannato dal padre che lo manda ad uccidere il suo acerrimo nemico, il dottor Petrie. Una volta scoperto che l’uomo che ha ucciso non era un criminale, la storia di Shang-Chi vede una svolta chiave: entra nei servizi segreti inglesi, l’MI6, sotto la guida del nemico del padre Sir Denis Nayland Smith.

Le storie di Shang-Chi diventano quindi una sorta di mix tra lo spionaggio e le arti marziali, restando un po’ ai margini del Marvel Universe, nonostante qualche team-up con personaggi del calibro di Spider-Man e soprattutto con altri supereroi appartenenti al filone delle arti marziali come Iron Fist o i Figli della Tigre.

  • Cover di Special Marvel Edition 15 del 1973, di Jim Starlin
    Cover di Special Marvel Edition 15 del 1973, di Jim Starlin

Dopo le prime due storie ospitate su Special Marvel Edition, la serie a partire dal numero 17 cambia ufficialmente titolo in Master of Kung Fu, e poco dopo viene varato anche il magazine in bianco e nero di grande formato Deadly Hands of Kung Fu, con storie dal taglio più adulto.

Il personaggio ha successo fino agli anni ’80, quando con lo scemare della moda delle arti marziali cala anche l’interesse verso Shang Chi. Master of Kung Fu chiude con il numero 125, e i diritti per l’utilizzo di Fu Manchu e dei personaggi collegati scadono.

Il rilancio ai giorni odierni

La storia di Shang Chi non finisce qui però: il personaggio torna in alcune storie sparse, in antologici come Marvel Comics Presents o come ospite in altre serie, senza mai citare esplicitamente il padre. Dopo alcune apparizioni dal tono un po’ retrò tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, gli viene dedicata una miniserie dai toni adulti nella linea MAX.

Il personaggio viene recuperato e avvicinato al mondo degli Avengers nella serie Secret Avengers, preludio alla sua affiliazione al gruppo. In questo ciclo si rivela il vero nome del padre di Shang Chi: Zheng Zu, stregone in grado di reincarnarsi e dai mille alias, tra cui quello di Fu Manchu.

  • Cover di Captain America 412 del 1993, di Rik Levins
    Cover di Captain America 412 del 1993, di Rik Levins

Ad oggi Shang-Chi ha scoperto di essere l’erede dell’impero criminale del padre, il Si Fan, noto anche come la Five Weapons Society. Ha quindi deciso di assumerne il ruolo di leader per limitarne le azioni criminali e cercare di evitare lo scontro con gli amici supereroi.

Shang-Chi nel Marvel Cinematic Universe

Shang-Chi è il protagonista del venticinquesimo film del Marvel Cinematic Universe, Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, in cui è interpretato da Simu Liu e dove la storia di Shang-Chi viene collegata a quella di Iron Man, facendo coincidere il personaggio di Zheng Zu/Fu Manchu con quello del Mandarino e rendendolo leader dell’organizzazione dei Dieci Anelli.

Nonostante nei fumetti fosse relegato ad un ruolo di comprimario da anni, Shang-Chi è sempre stato uno dei personaggi su cui è stata progettata la nascita dei Marvel Studios. Si tratta di un personaggio facile da portare su schermo senza un massiccio uso di effetti speciali, capace di strizzare l’occhio al mercato asiatico e con una backstory adatta a diversi generi di film.

Uno degli ultimi trailer di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli

Shang-Chi avrebbe potuto essere realizzato come un normale film d’azione se il progetto di realizzare il Marvel Cinematic Universe non avesse avuto successo. Con il recupero di proprietà intellettuali come Hulk, Thor, Spider-Man e altro, i Marvel Studios si sono concentrati sugli Avengers e sui personaggi più famosi. La realizzazione del film di Shang-Chi è stata posticipata fino al 2021, ma non si è mai pensato di accantonare il progetto, visto da sempre come uno degli asset principali da sviluppare per la Marvel cinematografica.

Il terzo episodio di What If…?

Terzo episodio di What If

Dopo i primi due episodi in cui si è dato allo spettatore l’opportunità di familiarizzare con il meccanismo narrativo della seria, questo terzo episodio di What If…? osa molto di più.

Lo scenario di questo universo alternativo è molto più cupo rispetto a quello del Marvel Cinematic Universe classico, e la vicenda è costellata di eventi tragici.

La settimana piena di Nick Fury

La trama di questo terzo episodio di What If…? dovrebbe rispondere alla domanda “E Se… Il mondo avesse perso i suoi eroi più potenti?” (What if… The World lost its Mightiest Heroes?), ma in realtà è un vero e proprio giallo ricco di colpi di scena.

La trama rimanda ai film che hanno introdotto i vari personaggi che poi si sarebbero riuniti in Avengers, e si rifà ad un concetto che, suggerito all’interno dei film, era stato esplicitato in una serie di fumetti usciti come prologo ufficiale di Avengers, Fury’s Big Week.

Copertina di Marvel’s Avengers Prelude: Fury’s Big Week 2 del 2012

Nonostante le date di uscita differenti, i film che hanno rappresentato una sorta di prologo ad Avengers si sarebbero svolti tutti nell’arco di pochissimi giorni. L’Incredibile Hulk, Iron Man 2, Thor e le sequenze ambientate nel presente di Captain America: Il Primo Vendicatore infatti si sarebbero svolte tutte nell’arco di una sola settimana.

I riferimenti erano presenti già nei film originali, ma in Fury’s Big Week, otto episodi rilasciati in digitale e poi stampati nella miniserie di quattro numeri Marvel’s The Avengers Prelude: Fury’s Big Week, si esplicitava al meglio la cosa e si seguivano gli spostamenti di Fury, Coulson e Maria Hill durante questo periodo.

Allo stesso modo, si scopriva che Natasha era già stata incaricata della sorveglianza di Bruce Banner, rendendo esplicito come mai lo conosca già in questo episodio, ambientato molto tempo prima del loro incontro in Avengers.

L’evento nexus del terzo episodio di What If…?

La trama del terzo episodio di What If…? vede Fury assistere ai misteriosi omicidi dei vari candidati per la sua Iniziativa Avengers. Il primo a cadere è Tony Stark, per la cui morte viene incastrata Natasha Romanoff, ma uno dopo l’altro assistiamo alla morte di Thor, Clint Barton e Bruce Banner.

Fury osserva la freccia di Clint Barton che ha ucciso involontariamente Thor nel terzo episodio di What If...?
Fury osserva la freccia di Clint Barton che ha ucciso involontariamente Thor

Mentre è in fuga e in cerca del colpevole, anche Natasha cade vittima dell’assassino, ma non prima di suggerire a Fury che la chiave di tutto è Hope. Fury capisce quindi chi è il vero colpevole: Hank Pym, reso folle dal dolore causato dalla morte della figlia Hope un paio di anni prima.

L’utilizzo di Hank Pym nelle vesti di Yellowjacket come traditore del gruppo è un rimando ai fumetti, dove più di una volta l’eroe è stato vittima di crolli nervosi che l’hanno fatto rivoltare contro i compagni, e spesso proprio indossando i panni di Calabrone (Yellowjacket).

Copertina di Avengers 213 del 1981, storico episodio in cui Hank Pym è sottoposto a corte marziale dai compagni e preda della paranoia arriva a picchiare la moglie Janet
Copertina di Avengers 213 del 1981, storico episodio in cui Hank Pym è sottoposto a corte marziale dai compagni e preda della paranoia arriva a picchiare la moglie Janet

Ci sarà un seguito al terzo episodio di What If…?

L’evento nexus di questo episodio è stata quindi la decisione di Fury di arruolare Hope van Dyne nello S.H.I.E.L.D. e la morte di quest’ultima in missione. Hank Pym ha quindi creato una tuta estremamente simile a quella di Yellowjacket in Ant-Man, e si è vendicato eliminando tutti gli altri candidati Avengers selezionati da Fury.

Il finale di questo terzo episodio di What If…? è particolarmente aperto. Fury sconfigge Pym grazie all’aiuto di Loki, giunto sulla Terra con l’esercito asgardiano per vendicare la morte del fratello Thor. Ma una volta sconfitto il traditore, Loki decide di conquistare il pianeta e, senza Avengers a contrastarlo, ha gioco facile nell’assumere il controllo dell’intero pianeta.

Loki occupa le Nazioni Unite nel finale del terzo episodio di What If...?
Loki occupa le Nazioni Unite nel finale del terzo episodio di What If…?

Fury però non è privo di risorse, e il ritrovamento di Captain America tra i ghiacci e il ritorno dallo spazio di Captain Marvel gli offrono la speranza di poter combattere nuovamente per la libertà.

Lo scenario di un mondo sotto il giogo di Loki in cui solo pochi eroi possono contrastarlo è sicuramente interessante, non solo per un eventuale seguito in un episodio futuro di What If…?, ma anche per la prossima seconda stagione di Loki, che dovrà fare i conti con la frattura nel Multiverso causata da un’altra versione del dio dell’Inganno, Sylvie.

Il trailer di Spider-Man: No Way Home

Trailer di Spider-Man No Way Home

Attesissimo, chiacchierato, diffuso in anticipo in una versione senza effetti digitali, infine il trailer di Spider-Man: No Way Home è stato ufficialmente rilasciato.

Il nuovo film Sony ambientato nel Marvel Cinematic Universe è in uscita il 17 dicembre 2021, e l’assenza di un trailer unita alle incontrollabili voci sul casting (alcune confermate e altre no) avevano alimentato una mole enormi di voci.

Questo trailer forse non risponde a tutte le aspettative dei fan (ma è pur sempre un trailer, non il film vero e proprio!) ma aiuta a delineare il contesto in cui si svolgerà la prossima avventura cinematografica di Peter Parker.

Leggi tutto “Il trailer di Spider-Man: No Way Home”

Il secondo episodio di What If…?

Secondo episodio di What If

Il secondo episodio di What If…? è carico di significati particolari, essendo anche l’ultima apparizione, per quanto solo in veste di doppiatore, di Chadwick Boseman, l’interprete di Black Panther scomparso quasi un anno fa, il 28 agosto 2020, a soli 42 anni per un tumore all’intestino.

Boseman ha registrato i dialoghi di questo secondo episodio di What If…? a partire da Agosto 2019, un anno prima della sua morte e prima che le sue condizioni di salute peggiorassero sensibilmente.

La trama del secondo episodio di What If…?

Il charachter poster dedicato a T'Challa nei panni di Star-Lord, come visto nel secondo episodio di What If...?
Il character poster dedicato a T’Challa nei panni di Star-Lord

Ritroviamo il personaggio di T’Challa, interpretato da Boseman, ma in un contesto decisamente differente da quello del Wakanda che avevamo imparato a conoscere in Black Panther. Il titolo di questo secondo episodio di What If…? è infatti E se… T’Challa fosse diventato Star-Lord? (What If… T’Challa Became a Star-Lord?).

La storia parte infatti dal presupposto per cui i Ravagers, giunti sulla Terra per rapire Peter Quill, vengono tratti in inganno dalle radiazioni cosmiche emesse dal meteorite di vibranio wakandiano e rapiscono al suo posto T’Challa.

Desideroso di avventura e di conoscere l’universo, T’Challa viene adottato da Yondu e diventa Star-Lord. Ma a differenza di Peter Quill nell’universo cinematografico tradizionale, questo Star-Lord diventa un vero e proprio eroe cosmico.

Vediamo infatti che grazie al suo operato, Thanos ha abbandonato i propositi di genocidio cosmico, evitando così anche di torturare Nebula e di uccidere la famiglia di Drax, il quale in questa realtà lavora serenamente come barista.

C’è anche il rovescio della medaglia però: dal momento che Quill è rimasto sulla Terra, viene facilmente trovato da Ego, a differenza di quanto visto in Guardiani della Galassia Vol. 2, un incontro che secondo l’onnisciente voce dell’Osservatore causerà la fine di questo universo.

La collezione del Collezionista nel secondo episodio di What If…?

La vicenda di questo secondo episodio di What If…? è incentrato sullo scontro tra i Ravagers e il Collezionista, che in questa realtà ha preso il posto di Thanos, guidando l’Ordine Nero e raccogliendo un grande numero di oggetti e creature di potere.

A parte Cosmo, il cane cosmonauta sovietico che ha sviluppato poteri telepatici, e Howard il Papero, il papero umanoide cinico e disilluso che avevamo già visto nei precedenti film dei Guardiani della Galassia, vediamo che nelle gabbie c’è anche una sagoma che ricorda moltissimo Groot.

Il Collezionista e le sue armi, viste nel secondo episodio di What If...?
Il Collezionista e le sue armi

Tra le armi a sua disposizione troviamo una sorta di guanto ricavato dal corpo di Korg, lo scudo di Captain America, Mjolnir, i pugnali di Loki e quelli che avevamo visto utilizzati da Drax.

Ma l’oggetto più interessante è il copricapo che abbiamo visto indossare a Hela in Thor: Ragnarok e che le permetteva di evocare un numero infinito di lame e spade.

La Necrospada di Hela

Se non mi sbaglio, in questo secondo episodio di What If…? sentiamo per la prima volta il nome dell’arma di Hela, legata al suo copricapo, ovvero Necrospada. Nei fumetti il nome dell’arma di Hela in realtà è Nightsword, mentre Necrosword è un termine molto differente.

Si tratta infatti di un nome che fa sussultare i Marvel fan, non necessariamente di vecchia data dal momento che si tratta di un elemento introdotto nei fumetti abbastanza di recente ma di grande interesse. La Necrospada, o meglio All-Black the Necrosword, è infatti l’arma che nei fumetti è utilizzata da Gorr, il Macellatore di Dei (God Butcher), il nemico di Thor introdotto da Jason Aaron e Esad Ribic in Thor: God of Thunder 2 del 2012.

Copertina di Thor: God of Thunder 5 del 2013, di Esad Ribic, con lo scontro tra Thor e Gorr in possesso di All-Black the Necrosword
Copertina di Thor: God of Thunder 5 del 2013, di Esad Ribic, con lo scontro tra Thor e Gorr in possesso di All-Black the Necrosword

All-Black, una sorta di spada formata dall’oscurità, polimorfa e in grado di espandersi e ritrarsi a piacimento, è in realtà il primo simbionte Klyntar, nato dall’ombra del dio primordiale dell’oscurità Knull. Brandendo All-Black, Knull decapitò un Celestiale, la cui testa mozzata sarebbe poi diventata Knowhere, teatro anche dello scontro tra i Ravagers e il Collezionista in questo secondo episodio di What If…?.

Una volta persa All-Black, Knull prese a creare innumerevoli altri simbionti Klyntar. Uno di questi, intrappolato su Battleworld, si sarebbe poi unito sotto forma di costume vivente dapprima a Spider-Man e quindi, una volta che l’eroe terrestre scoprì la sua natura e lo ripudiò, a Eddie Brock, diventando così Venom.

Ci sarà un legame tra Thor e Venom?

Gorr, interpretato da Christian Bale, sarà uno degli antagonisti presenti in Thor: Love and Thunder, il quarto capitolo cinematografico delle vicende del dio del tuono in uscita . Che possa esserci quindi un legame con le vicende di Venom, il cui secondo film, La Furia di Carnage, è in uscita il prossimo 14 ottobre?

L'ultimo manifesto di Venom: La Furia di Carnage, in uscita il 14 ottobre
L’ultimo manifesto di Venom: La Furia di Carnage, in uscita il 14 ottobre

È più verosimile il contrario: legando la Necrospada a Hela piuttosto che a Knull, probabilmente si vuole evitare qualsiasi riferimento a Knull (personaggio legato al mondo di Venom) nella storia di Gorr, in maniera da tenere separate le mitologie dei due universi narrativi.

Il primo episodio di What If…?

Il primo episodio di What If...?

Mercoledì 11 agosto ha esordito la prima serie animata del Marvel Cinematic Universe, o meglio, Marvel Cinematic Multiverse. Il primo episodio di What If…? infatti segna l’esordio della serie che esplora le infinite possibilità del Multiverso, ricollegandosi in qualche misura alla conclusione della prima stagione di Loki.

What If…?: di cosa si tratta

What If…? è una domanda che si traduce letteralmente “E se…?“, ed è anche il titolo di una storica collana della Marvel Comics, poi trasformatasi in una vera e propria linea editoriale, dedicata a storie che riprendono episodi già narrati, ma cambiandone uno o più particolari e analizzando cosa sarebbe successo in seguito a quel cambiamento.

Copertina del primo episodio di What If…? 1 del 1977, di George Perez e Joe Sinnot
Copertina di What If…? 1 del 1977, di George Perez e Joe Sinnot

Il primo What If…? si chiese cosa sarebbe successo se i Fantastici Quattro avessero accolto Spider-Man tra le proprie file, diventando così i Fantastici Cinque. L’ultimo What If…? pubblicato in ordine di tempo, una miniserie in 5 numeri che si conclude proprio in questi giorni negli Stati Uniti, ha ancora per protagonista Spider-Man: intitolata Spider’s Shadow, analizza la possibilità che Peter Parker non si sia separato dal costume alieno che sarebbe diventato Venom prima di entrarne in simbiosi.

L’Osservatore, l’anfitrione del primo episodio di What If…?

Così come nella stragrande maggioranza dei fumetti, il primo episodio di What If…? è introdotto dall’Osservatore (the Watcher), enigmatico e potentissimo alieno membro di una razza che osserva e registra gli avvenimenti nella nostra e nelle realtà attigue, legati dal giuramento di non interferire mai in prima persona con gli eventi.

Il character poster dedicato all'Osservatore, The Watcher, che esordisce nel primo episodio di What If...?
Il character poster dedicato all’Osservatore, The Watcher

Ovviamente in tutte le opere di fiction, quando viene introdotto un personaggio legato da un giuramento è in previsione del momento in cui sarà obbligato ad infrangerlo. Nei fumetti le interferenze di Uatu, l’Osservatore assegnato a Terra-616, sono diventate talmente proverbiali che spesso è stato punito dai suoi simili.

L’ingaggio di un attore come Jeffrey Wright solo per recitare quelle poche righe di introduzione e di chiusura di ogni episodio di What If…? sembrerebbe un po’ uno spreco, e visti gli eventi del finale di stagione di Loki può darsi che anche la versione televisiva di Uatu dovrà assumere un ruolo più attivo.

Il primo epsiodio della serie: What If… Captain Carter Were The First Avenger?

Il primo episodio di What If…? risponde alla domanda “E se… Captain Carter fosse stata il Primo Vendicatore?“, tornando agli eventi di Captain America: Il Primo Vendicatore. L’evento nexus in questo universo risiede nella scelta di Peggy Carter di seguire l’esperimento che avrebbe portato Steve Rogers a diventare Captain America all’interno della stanza. In questo modo il suo intervento per tentare di fermare il sabotaggio da parte della spia dell’Hydra avrebbe portato al ferimento di Steve,.

Peggy Carter nei panni di Captain Carter nel character poster del primo episodio di What If...?
Peggy Carter nei panni di Captain Carter nel character poster del primo episodio di What If…?

Gli eventi avrebbero quindi preso una piega diversa, con Peggy a prendere il posto di Steve e diventare lei stessa un supersoldato, Captain Carter, in grado di recuperare il Tesseract e consegnarlo ad Howard Stark. Stark, grazie al manufatto cosmico, sarebbe stato in grado di creare una sorta di armatura da combattimento simile a quella di Iron Man, chiamata Hydra Stomper e guidata dal gracile Steve Rogers.

Steve Rogers alla guida del Hydra Stomper nel character poster del primo episodio di What If...?
Steve Rogers alla guida del Hydra Stomper nel character poster del primo episodio di What If…?

Alla fine sarebbe stata Peggy a fronteggiare un mostruoso alieno richiamato dal Tesseract ed essere improvvisamente proiettata nel presente, dove incontra il Nick Fury e il Clint Barton di quella realtà.

Notiamo che il superiore di Carter in questa realtà è John Flynn, interpretato da Bradley Whitford, che avevamo visto come suo superiore nel SSR dopo la Guerra in Marvel One Shot: Agent Carter.

L’alieno nel primo episodio di What If…?

Quando Teschio Rosso rientra in possesso del Tesseract, lo utilizza per richiamare un’entità aliena tentacolare, che sembra rifarsi ai miti di Chtulu dello scrittore H.P. Lovecraft. Ricorda da vicino anche un’altra entità che abbiamo già visto nel Marvel Cinematic Universe, ovvero l’Abilisk, l’alieno tentacolare affrontato dai Guardiani della Galassia in apertura di Guardiani della Galassia Vol. 2. La scena in cui Captain Carter si getta verso la bocca del mostro brandendo una spada ricorda molto il momento in cui Drax si gettava nelle fauci dell’Abilisk per poi colpirlo dall’interno con i suoi coltelli.

Al vecchio Marvel Fan però un immenso alieno tentacolare inserito in un contesto di Multiverso fa scattare un campanello d’allarme. Difficile non pensare infatti a Shuma Gorath, personaggio ispirato alle creazioni di Lovecraft e di R. E. Howard.

Celebre anche per la sua partecipazione ai videogames della serie Marvel vs. Capcom, Shuma Gorath è uno degli Esseri dai Molti Angoli, divinità che dominano il cosiddetto “Cancroverso”, un universo in cui la Morte è stata sconfitta e la Vita si diffonde in maniera incontrollata come un cancro, straripando anche negli universi contigui.

Clip con l’evoluzione di Shuma Gorath nei videogiochi Marvel vs. Capcom tra il 1995 e il 2011

Entità potentissima in grado di influenzare i suoi seguaci anche a universi di distanza, è stata respinta più volte grazie all’opera di Conan il Barbaro, del Dr. Strange, dei Fantastici Quattro e dei Mighty Avengers di Luke Cage e Monica Rambeau.

Se si trattasse di Shuma Gorath sarebbe lo stesso essere che si è visto anche nei vari fumetti e nei videogames, essendo un essere unico nel Multiverso.