Il quinto episodio di Loki (Stagione 1, episodio 5)

Manca un solo episodio alla fine della prima stagione, ed il quinto episodio di Loki, uscito il 7 luglio 2021, prepara la strada alla risoluzione della trama della TVA in un episodio ricco di elementi che strizzano l’occhio ai fumetti. Vediamo di analizzarne alcuni.

Journey Into Mystery: il titolo del quinto episodio di Loki

Viaggio nel Mistero, in originale Journey into Mystery, è il titolo del quinto episodio di Loki, ma è anche una citazione della storia editoriale del dio dell’inganno.

Si tratta infatti del titolo della serie a fumetti creata negli anni ’50 dalla casa editrice che nel decennio successivo sarebbe diventata la Marvel Comics. La serie era un’antologia mensile che presentava storie brevi, tra le 6 e le 13 pagine, di carattere fantascientifico, del mistero di mostri e creature bizzarre o anche di tinte horror (sempre nei limiti del Comics Code Authority).

L’autore principale era Jack Kirby, autore creatore della maggior parte del Marvel Universe, che nel numero 83 introdusse un personaggio basato su un concetto che aveva già esplorato in varie storie negli anni precedenti: l’incarnazione moderna di un dio mitologico, nello specifico Thor.

Con il numero 97 la serie divenne sempre più dedicata principalmente a Thor, con una storia principale del dio del Tuono e un’appendice con le cosiddette Storie di Asgard, episodi della gioventù di Thor, Loki e altri dei di Asgard, una sorta di adattamento Marvel delle leggende della mitologia norrena.

La serie cambiò ufficialmente titolo in Thor con il numero 126, ma in due differenti occasioni tornò alla vecchia numerazione: la prima nel 1996, quando il personaggio di Thor fu trasferito nel mondo di Heroes Reborn insieme agli altri Avengers ospitò dapprima il serial dei Lost Gods, con gli dei di Asgard sparpagliati sulla Terra, e quindi tornò al formato antologico con il numero 503, ospitando storie di Black Widow, Shang-Chi e del vampiro Hannibal King, prima di chiudere nuovamente con il numero 521.

Copertina di Journey into Mystery 622 del 2011, di Stephanie Hans, primo numero dell’ultima incarnazione della storica testata

La testata tornò nuovamente in circolazione nel 2011, con la creazione in parallelo di una nuova serie di Thor, e divenne la sede delle avventure di Kid Loki, la versione adolescente del dio dell’inganno a cui è ispirato il personaggio interpretato da Jack Veal nella serie. Dopo uno splendido ciclo di storie di Kieron Gillen, Doug Braithwhite e Richard Elson, la serie venne dedicata alle avventure di Sif con il numero 646, prima di chiudere nuovamente i battenti con il numero 655.

Alioth, la tempesta temporale vivente

Dopo essere stato falciato da Ravonna Renslayer, Loki si ritrova nel posto dove finiscono tutte le varianti eliminate dalla TVA, ovvero nel Vuoto, un luogo alle soglie della fine dei tempi dove risiede Alioth, la tempesta temporale vivente. Si tratta di un’essere potentissimo che divora qualsiasi anomalia temporale, polverizzandola.

Nei fumetti Alioth è il primo essere a essersi liberato dalle costrizioni del tempo, ed è una sorta di entità che domina sulle linee temporali più distanti, motivo per cui Kang il Conquistatore ha sempre limitato le sue azioni in un ambito temporale relativamente contenuto, circa 7 millenni dopo il 2000 a.C., lo stesso ambito che è stato assegnato dai Custodi del Tempo alla sorveglianza di Immortus (ovvero una versione più anziana dello stesso Kang). Oltre questi limiti, andrebbe a scontrarsi con Alioth, entità dalla potenza indefinita.

Alioth come appare in Avengers: Terminatrix Objective 3 del 1993, disegnato da Mike Gustovich. Il personaggio appare anche nel quinto episodio di Loki
Alioth come appare in Avengers: Terminatrix Objective 3 del 1993, disegnato da Mike Gustovich

Nella miniserie Avengers: Terminatrix Objective le azioni di Ravonna causarono l’ingresso di Alioth nel dominio di Kang, in assenza di quest’ultimo, e fu bloccato solo dal guardiano del Limbo, il gigante Tempus, che lo impegnò in uno stallo eterno, almeno fino a quando nella serie Avengers Forever Kang non lo dirottò a devastare il Congresso delle Realtà, un altro dominio temporale rivale, nell’ambito della guerra tra le pieghe del tempo che lo vedeva contrapposto al suo alter ego Immortus.

Sta arrivando Kang il Conquistatore?

Come accennavamo riguardo alla scorsa puntata, un’altra delle identità assunte da Kang lungo il multiverso è quella del faraone egizio Rama Tut, che utilizzava una macchina del tempo modellata sulla Sfinge. Ad un certo punto in questo quinti episodio di Loki vediamo anche la Piramide di Giza e la vicina Sfinge, in un probabile richiamo a Rama Tut.

Tutto sembrerebbe puntare alla rivelazione che sia Kang colui dietro alla TVA. La cosa avrebbe senso anche nella misura in cui nei fumetti Kang è legato ad un rapporto di amore e odio con Ravonna. Jonathan Majors, che interpreterà Kang in Ant-Man and the Wasp: Quantumania, ha negato di essere coinvolto nella serie, ma queste dichiarazioni devono sempre essere prese con le molle.

Intanto sono apparse sui social sue foto in negozi di fumetti, dove ha recuperato albi con protagonista Kang e rilasciato autografi con il nome del personaggio, e la Marvel, dopo aver ripescato il personaggio in alcune miniserie come Symbiote Spider-Man: King in Black e Avengers Mech Strike, si appresta a lanciare il mese prossima la sua prima miniserie da protagonista.

Il Thanos-cottero e altri easter egg presenti nel quinto episodio di Loki

Nella landa desolata che compone il Vuoto troviamo vari edifici, veicoli e oggetti provenienti dai punti più disparati del Multiverso.

Notiamo i resti della Dark Aster, l’astronave usata da Ronan in Guardiani della Galassia, di un Elivelivolo SHIELD e quelli di un piccolo elicottero giallo con la scritta THANOS su un fianco. Si tratta della citazione di uno dei momenti più comici e ridicoli che hanno visto protagonista il Titano nella sua storia editoriale.

Nella serie a fumetti Spidey Super Stories realizzata per un pubblico decisamente più giovane rispetto a quello dei fumetti, Thanos fu usato come antagonista in una storia che vedeva un team-up tra Spider-Man e Cat, l’eroina con il costume da gatta che in seguito sarebbe diventata l’Avenger Tigra.

Nel tentativo di impossessarsi di un Cubo Cosmico, Thanos utilizzava un piccolo e curioso elicottero monoposto con il suo nome stampato vicino al rotore posteriore. Negli anni successivi la scena del Thanos-cottero sarebbe stata diventata un piccolo meme per la sua “demenzialità”, data la grottesca immagine di un essere potente come Thanos a bordo di un veicolo completamente fuori contesto rispetto al suo ambito.

Il Thanos-cottero, da Spidey Super Stories 39 del 1979, disegnato da Win Mortimer, il cui relitto appare nel quinto episodio di Loki
Il Thanos-cottero, da Spidey Super Stories 39 del 1979, disegnato da Win Mortimer

Vediamo anche materializzarsi nel Vuoto la nave militare 173 USS Eldrige, famosa per lo storico esperimento di Filadelfia, un classico della letteratura del mistero e complottistica. Secondo alcuni il cacciatorpediniere sarebbe scomparsa improvvisamente dal molo di Filadelfia nell’ottobre del 1943, per ricomparire pochi minuti dopo al largo di Norfolk, in Virginai, e quindi svanire nuovamente per tornare al porto di Filadelfia.

Nel rifugio dei Loki poi vediamo il fantomatico Polybius, un leggendario arcade che avrebbe causato una sorta di lavaggio del cervello nei confronti di chi ci ha giocato nei primissimi anni ’80. La leggenda metropolitana narra di misteriosi uomini in nero che accedevano a questi coin-op nelle ore notturne.

Un altro elemento interessante è la spada dorata e fiammeggiante che il giovane Loki dona al Loki protagonista. Si dovrebbe trattare di Gram, la mitica spada di Sigurd che nei fumetti è capace anche di tagliare attraverso ogni bugia mostrando la verità delle cose.

Throg, il dio ranocchio del tuono

Nel quinto episodio di Loki compare per un istante, rinchiuso all’interno di un contenitore di vetro, un ranocchio vestito da Thor. Si tratterebbe di Throg, alias Simon Walterson o Puddlegulp, un ranocchio in possesso del potere di Thor grazie ad una scheggia di uru distaccatasi dall’originale Mjolnir. Il contenitore è etichettato con la sigla T365, un riferimento a Thor 365, albo in cui apparve per la prima volta la sua controparte cartacea.

Le sue origini fumettistiche sono legate ad un periodo in cui il vero Thor fu trasformato in ranocchio da un incanto di Lorelei, la sorella dell’Incantatrice. Alleatosi con varie rane del laghetto di Central Park, tra cui Puddlegulp, sconfisse i malvagi topi prima di tornare alla sua forma originale e avere la sua vendetta contro Loki e Lorelei.

Thor trasformato in ranocchio sulla copertina di Thor 366 del 1986, di Walter Simonson, come appare anche nel quinto episodio di Loki
Thor trasformato in ranocchio sulla copertina di Thor 366 del 1986, di Walter Simonson

Ma una scheggia di Mjolnir entrò in possesso di Puddlegulp, anch’egli in realtà un umano trasformato in ranocchio, che fu evidentemente giudicato degno di possedere il potere di Thor. Negli anni ha continuato a proteggere i suoi simili, per poi essere reglutato tra gli Asgardiani della Galassia in tempi più recenti e aver aiutato Thor in altre occasioni.

In altre realtà ha formato un gruppo con altri animali legati ai supereroi, come Lockjaw o Redwing, formando i Pet Avengers.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *