Sharon Carter è Power Broker: traditrice o Skrull?

L’ultimo episodio di The Falcon and the Winter Soldier, tra le altre cose, ha confermato quello che in molti avevano iniziato a sospettare a partire dal terzo episodio, ovvero che Sharon Carter è Power Broker.

La rivelazione ha suscitato molte perplessità, dal momento che rappresenta un capovolgimento radicale di un personaggio che nelle sue apparizioni precedenti aveva dimostrato uno spessore morale decisamente differente.

Sharon Carter in Captain America: The Winter Soldier,, quando affronta Brock Rumlow durante l'insurrenzione dell'Hydra all'interno dello S.H.I.E.L.D.
Sharon Carter in Captain America: The Winter Soldier,, quando affronta Brock Rumlow durante l’insurrenzione dell’Hydra all’interno dello S.H.I.E.L.D.

Sharon Carter è Power Broker, ma è lei o uno Skrull?

La prima obiezione che in molti hanno sollevato è che non si tratti in realtà della vera Sharon, bensì di uno Skrull, ovvero un alieno mutaforma la cui razza abbiamo conosciuto in Captain Marvel. Nei finali di Spider-Man: Far From Home e di WandaVision abbiamo visto come alcuni di questi alieni stiano operando sotto mentite spoglie sulla Terra.

In realtà, finora gli Skrull visti nel Marvel Cinematic Universe sono stati rappresentati come pacifici e in fuga dai guerrafondai Kree durante gli anni ’90, quando si svolgono le vicende di Captain Marvel. In tempi moderni sembrano collaborare con Nick Fury, il quale si è trasferito in una base spaziale e ha lasciato lo Skrull Talos sulla Terra a fare le sue veci.

"Nick Fury" e "Maria Hill" si rivelano essere in realtà gli Skrull Talos e Soren nella scena post-credit di Spider-Man: Far From Home
“Nick Fury” e “Maria Hill” si rivelano essere in realtà gli Skrull Talos e Soren nella scena post-credit di Spider-Man: Far From Home

Ma Nick Fury e Talos saranno i protagonisti della miniserie Secret Invasion, che arriverà su Disney+ nel corso del 2022. Oltre a Samuel L. Jackson e Ben Mendelsohn, altri attori confermati per la serie sono Emilia Clarke, Olivia Colman e Kingsley Ben-Adir. Il titolo riprende quello del maxi evento che ha sconvolto la Marvel a fumetti nel 2008.

La trama della Secret Invasion fumettistica era incentrata sul tentativo di conquista della Terra da parte di una setta fondamentalista degli Skrull, portato avanti da tempo attraverso la sostituzione di personaggi chiave nel panorama supereroistico grazie ai loro poteri mutaforma. Tra questi, anche alcuni vertici dello S.H.I.E.L.D. come Dum Dum Duggan e la Contessa Valentina Allegra de Fontaine, che ha esordito in The Falcon and the Winter Soldier intepretata da Julia Louis-Dreyfus.

Cover variant di Secret Invasion 1 del 2008, di Steve McNiven
Cover variant di Secret Invasion 1 del 2008, di Steve McNiven

E se non fosse Sharon Carter lo Skrull? Se Power Broker fosse una linea di difesa contro l’invasione?

Il repentino cambio di schieramento di Sharon Carter potrebbe essere spiegato dalla sua sostituzione con uno Skrull, ma non solo. Ma siamo poi sicuri che Sharon Carter è Power Broker? Forse Power Broker è un’organizzazione più ampia e non riconducibile ad una sola persona. Zemo è rinchiuso in prigione dai tempi di Captain America: Civil War, ovvero da quando Sharon Carter lavorava ancora per la C.I.A., ma era già a conoscenza delle operazioni di Power Broker. Di conseguenza dovrebbe essere stato attivo prima che Sharon Carter si desse alla macchia.

Se Sharon fosse a conoscenza dell’infiltrazione aliena nei vertici delle istituzioni militari, come per esempio la Contessa, non avrebbe modo di fidarsi di nessuno. Il tentativo di creare una sua base di potere in un luogo “fuorilegge” come Madripoor, all’interno dell’organizzazione di Power Broker potrebbe essere anche il tentativo di creare una linea di difesa sconosciuta a S.H.I.E.L.D. e simili e quindi al riparo da tentativi di infiltrazione (cosa che nei fumetti fece Nick Fury con il reclutamento dei Secret Warriors).

Armor Wars: se Power Broker mette le mani sulla Starktech

Ad ogni modo, nella scena post-credit dell’ultimo episodio di The Falcon and the Winter Soldier abbiamo visto Sharon ricevere la grazia ed essere reintegrata nella sua posizione, e subito dopo avvisare qualcuno al telefono che adesso hanno la possibilità di immettere sul mercato nero armi e tecnologie segrete.

Il primo pensiero va quindi alla serie di prossima uscita Armor Wars, che vede come protagonista James Rhodes, War Machine. Nei fumetti la Guerra delle Armature fu una storica saga di Iron Man che vide Tony Stark scoprire che la sua tecnologia era stata piratata e immessa sul mercato nero, andando ad essere sfruttata sia da criminali che dal governo americano. Tony si mise quindi a caccia di tutti i derivati dei suoi progetti, cercando di disattivarli tutti, andando a scontrarsi anche con Capitan America e altri eroi, quando per esempio andò a disattivare tutte le armature dei Guardiani della Volta, il carcere per supercriminali.

Con Tony Stark morto in Avengers: Endgame, il tema della sua eredità tecnologica è stato già affrontato in un primo momento in Spider-Man: Far From Home, ma sarà compito di Rhodey con ogni probabilità assicurarsi che il genio di Tony non venga utilizzato per scopi malvagi. E con Sharon abbiamo visto quale sarà il canale attraverso cui la tecnologia Stark potrà arrivare nelle mani sbagliate.

La prossima apparizione di Sharon sarà quindi con ogni probabilità nel ruolo di antagonista in Armor Wars, sempre che prima non compaia prima in Secret Invasion o in altre serie, come Ironheart che sarà evidentemente legata a Armor Wars. Non conosciamo ancora però il calendario dei rilasci di queste serie su Disney+ e quale sarà rilasciata prima.

Quando Sharon Carter fu “dimenticata” per 15 anni dagli autori di Cap

Introdotta nelle prime storie soliste di Capitan America di Stan Lee e Jack Kirby degli anni ’60, Sharon ha rappresentato per anni l’interesse amoroso di Cap. Per lei Steve Rogers considerò di lasciare l’uniforme di Cap (prima di capire che in realtà lei non aveva alcuna intenzione di lasciare lo S.H.I.E.L.D.), e per quanto la loro relazione attraversò molti alti e bassi nel corso degli anni, Sharon rimase un membro ricorrente del cast di comprimari di Cap, anche in virtù della scoperta della sua parentela con Peggy Carter.

Verso la fine degli anni ’70 però Sharon venne rimossa dalle scene dallo scrittore Roger McKenzie in Captain America 233, inscenando una morte atroce ma facilmente “reversibile” per lo standard dei fumetti: controllata mentalmente da un nemico di Cap, il Dottor Faustus, fu spinta al suicidio dandosi fuoco insieme a molti altri seguaci della Forza Nazionale che avevano subito lo stesso condizionamento. La sua morte fu appurata solo qualche dopo, in Captain America 237, ma l’unica testimonianza che Steve Rogers ebbe fu la visione di un filmato.

Cover di Captain America 233 del 1979, di Keith Pollard, in cui Sharon Carter apparentemente muore. Capitan America lo scoprirà visionando un filmato solo 4 numeri più tardi.
Cover di Captain America 233 del 1979, di Keith Pollard, in cui Sharon Carter apparentemente muore. Capitan America lo scoprirà visionando un filmato solo 4 numeri più tardi.

Nonostante innumerevoli morti ben più esplicite si siano rivelate fasulle nei fumetti, incredibilmente Sharon rimase “morta” per ben 16 anni: nessuno degli autori che prese in mano Cap nel corso degli anni ’80 e ’90, ovvero Roger Stern, Jean Marc De Matteis e soprattutto Mark Gruenwald, prima editor e poi sceneggiatore del personaggio, pensarono di riportare in scena il personaggio, anzi, arrivarono a non citarlo quasi più

Il ritorno in scena come “rogue agent”

Per questo il suo ritorno in scena all’inizio dell’iconico ciclo di Mark Waid che rilanciò il personaggio a metà degli anni ’90 fu una vera e propria sorpresa inaspettata. La Sharon che venne reintrodotta in Captain America 445 era un personaggio molto simile a quella che abbiamo visto in The Falcon and the Winter Soldier: abbandonata dallo S.H.I.E.L.D. in una missione non ufficiale, sopravvisse per anni nell’ombra, operando come mercenaria (lavorando anche per Teschio Rosso) e diventando una persona molto più cinica e disillusa rispetto a quando faceva coppia con Steve Rogers.

Copertina di Captain America 446 del 1995, di Ron Garney, dove Sharon Carter, dopo l'apparizione a sorpresa nell'ultima pagina del numero precedente, rivela che la sua morte pubblicata ben 16 anni prima era una messinscena.
Copertina di Captain America 446 del 1995, di Ron Garney, dove Sharon Carter, dopo l’apparizione a sorpresa nell’ultima pagina del numero precedente, rivela che la sua morte pubblicata ben 16 anni prima era una messinscena.

Dal suo ritorno sulle scene però divenne a poco a poco un personaggio sempre più importante, rientrando tra le fila dello S.H.I.E.L.D. (arrivando anche a sostituire Nick Fury per un certo periodo) e riallacciando la sua relazione con Steve, diventando la sua seconda in comando nella prima formazione dei Secret Avengers. Ad oggi è nuovamente nel cast dei comprimari della serie Captain America, facendo parte del gruppo di eroine note come Daughters of Liberty, insieme anche alla ringiovanita zia Peggy Carter,

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