Il quarto episodio di The Falcon and the Winter Soldier

Il quarto episodio di The Falcon and the Winter Soldier, dal titolo Il Mondo Intero Sta Guardando (The Whole World is Watching) fa assumere un tono molto più crudo e politico alla serie Marvel disponibile su Disney+.

Il significato del titolo del quarto episodio di The Falcon and the Winter Soldier

La frase The Whole World Is Watching, tradotta con Il Mondo Intero Sta Guardando, è uno slogan che veniva utilizzato spesso durante le manifestazioni pacifiste contro la guerra del Vietnam. Questa frase veniva declamata per denunciare le violenze subite dai manifestanti da parte delle forze dell’ordine e le azioni governative bollate come anti-democratiche.

In particolare, lo slogan ha caratterizzato la convention democratica del 1968 e il processo ai cosiddetti Chicago Seven, gli attivisti accusati di istigare la protesta e condannati al termine di un processo molto controverso, tanto che nel 1972 vennero prosciolti da tutte le accuse. La vicenda è stata raccontata nel film Il Processo ai Chicago Seven di Aaron Sorkin, uscito l’anno scorso su Netflix.

Le immagini delle proteste alla convention democratica di Chicago del 1968, quando nacque lo slogan The Whole World Is Watching

L’utilizzo di questo slogan come titolo dell’episodio si ricollega a quanto accade nel finale, ovvero quando il nuovo Captain America, John Walker, travolto dalla rabbia per la morte del suo amico e partner Lemar Hoskins, Battlestar, giustizia il Flag-Smasher Nico davanti agli occhi e agli smartphone di una folla attonita.

Il tutto quando in precedenza la conversazione tra Sam Wilson e Karli Morgenthau avevano evidenziato come, al di là dei metodi violenti portati avanti dai Flag-Smashers, le motivazioni alla base del gruppo di rivoluzionari trovava un certo riscontro anche nel protagonista, che si trova più in sintonia con la giovane rivoluzionaria che con Walker.

Con questo episodio il sottotesto politico si fa estremamente marcato, dopo le avvisaglie degli scorsi episodi. Pur mantenendo gli stilemi della serie d’azione di supereroi, le riflessioni sul potere e sulle forme della rivolta verso il sistema prendono la luce della ribalta e i confini tra buoni e cattivi si fanno estremamente più sfumati. Il tutto fino a sporcare letteralmente di sangue l’eredità di Captain America.

John Walker con lo scudo di Captain America sporco del sangue del Flag-Smasher Nico, nel quarto episodio di The Falcon and the Winter Soldier
John Walker con lo scudo di Captain America sporco del sangue del Flag-Smasher Nico

John Walker, l’ultimo supersoldato?

Nel corso del quarto episodio di The Falcon and the Winter Soldier il Barone Zemo riesce nel suo intento, già chiaro dallo scorso episodio, di distruggere le ultime fiale di siero del supersoldato, eccetto una che viene recuperata da John Walker.

Dopo essere stato umiliato dalle Dora Milaje alla ricerca di Zemo (che approfitta della confusione per fuggire), Walker a quanto pare prende la decisione di assumere anch’egli il siero, dal momento che nel finale, mentre lotta con il Flag-Smasher Dovich, dimostra una notevole superforza.

In precedenza si era confrontato sull’argomento con Battlestar, che aveva sottolineato come il siero amplifichi i caratteri già presenti nell’individuo, e come Walker fosse un soldato pluri-decorato. Walker però ha anche fatto intendere che il loro passato comune in Afghanistan è macchiato di azioni riprorevoli.

Nonostante nel caso di Steve Rogers il siero del super-soldato abbia avuto effetti miracolosi, i vari tentativi successivi di ricrearlo hanno sempre dimostrato effetti deleteri sulla mente dei soggetti. L’abbiamo visto, oltre che con Bruce Banner trasformatosi in Hulk, con Emil Blonsky, che da soldato modello è diventato il mostruoso e crudele Abomination ne L’Incredibile Hulk, e con i cinque Winter Soldiers ibernati dall’Hydra in Siberia perché incontrollabili.

Gli effetti che potrà avere il siero su Walker sono da verificare, ma per quanto abbia dimostrato di essere un ottimo soldato, la sua irruenza e la sua arroganza sembrano essere tratti che potrebbero venire amplificati e stravolti dal siero. Ma la scena della decapitazione finale è abbastanza chiara: John Walker compie il gesto che Steve Rogers aveva evitato di compiere nella sua lotta con Iron Man in Captain America: Civil War.

I 5 anni del Blip

Dopo che la questione era stata accennata in maniera più “leggera” in Spider-Man: Far From Home e in WandaVision, in questo quarto episodio di The Falcon and the Winter Soldier si approfondisce meglio il tema di quanto avvenuto dopo il Blip.

Dopo lo Snap di Thanos, il mondo si è ritrovato con la metà della popolazione in un istante. Nonostante il trauma, come si è visto in Avengers: Endgame, in 5 anni comunque i vari stati avevano trovato un proprio equilibrio, ed effettivamente, come postulato da Thanos, improvvisamente molti problemi non esistevano più, come ad esempio quello migratorio, con i paesi che potevano tranquillamente aprire le proprie frontiere agli stranieri che anzi, diventavano effettivamente risorse essenziali.

Con l’improvvisa ricomparsa di 3,5 miliardi di persone, il trauma è forse stato ancor più grande: gente che si era stabilita in certi luoghi ha visto tornare altri che ne reclamavano la proprietà, chi era stato accolto si è trasformato improvvisamente in un ospite indesiderato.

Uno dei manifesti del GRC che si vede nel quarto episodio di The Falcon and the Winter Soldier
Uno dei manifesti del GRC che si vede nel quarto episodio di The Falcon and the Winter Soldier

L’istituzione di un organo sovranazionale come il GRC, il Global Repatriation Council, dovrebbe servire proprio a facilitare il reinserimento dei “ritornati” e a mantenere un equilibrio che si immagina essere a dir poco fragile. Sarà molto curioso vedere come la questione sarà affrontata nelle varie produzioni Marvel, in linea con i toni più leggeri o più seri dei vari franchise.

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