Il terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier

Il terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier è intitolato Power Broker, e ci porta in uno degli scenari più caratteristici del Marvel Universe, nel corso dell’indagine globale condotta da Sam Wilson e Bucky Barnes sull’emergere di una nuova generazione di supersoldati.

Madripoor, la “Singapore malfamata” dell’Universo Marvel

Se gli episodi precedenti hanno già messo in chiaro l’ambientazione globale della serie, in questo terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier l’azione si sposta in uno degli scenari più caratteristici del Marvel Universe fumettistico: Madripoor.

Ubicazione e bandiera di Madripoor, da Marvel Atlas 1

Modellata sulla falsariga di Singapore, Madripoor è un’isola fittizia apparsa per la prima volta nei fumetti Marvel in Marvel Comics Presents 1, diventando il teatro di moltissime avventure di Wolverine. Nel periodo in cui gli X-Men erano ritenuti morti dal resto del mondo, il mutante artigliato si stabilì nell’isola adottando l’identità di Patch, il Guercio.

Divisa tra l’opulenta e corrotta Hightown e la povera e violenta Lowtown, Madripoor è una nazione i cui governanti hanno sempre operato di concerto con la malavita. Sia che passasse in mano all’Hydra, nella persona di Viper, oppure governata dalla dura ma onesta Tiger Tyger, salita al potere grazie all’appoggio di Iron Man e dello S.H.I.E.L.D., i traffici illeciti sono sempre stati una parte fondante di Madripoor.

L'insegna del Princess Bar di Madripoor come appare nel terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier
L’insegna del Princess Bar di Madripoor come appare nel terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier

Uno dei posti più caratteristici dell’isola è il Princess Bar, di cui si vede l’insegna anche nel terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier e frequentato da Wolverine sin dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Fu proprio a Madripoor nel 1941 che Wolverine incontrò per la prima volta Capitan America, in missione per salvare una giovanissima Natasha Romanoff dall’Hydra e dalla Mano.

Copertina di Wolverine 98 del 1996 di Adam Kubert

Facce note nel terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier

In questo terzo episodio di The Falcon and The Winter Soldier vediamo finalmente due dei coprotagonisti annunciati della serie, Helmut Zemo (Daniel Bruhl) e Sharon Carter (Emily VanCamp), e nel finale vediamo apparire anche un altra faccia nota del Marvel Cinematic Universe.

Il Barone Zemo

Come preannunciato nello scorso episodio, Sam e Bucky si alleano, controvoglia, con Helmut Zemo, l’uomo che ha costretto Winter Soldier alle azioni terroristiche che hanno causato la morte del re T’Chaka del Wakanda e l’entrata in vigore degli Accordi di Sokovia che hanno causato la spaccatura degli Avengers in Captain America: Civil War.

Lo scopo ultimo di Zemo era l’eliminazione dei superumani, a partire dagli altri soggetti del progetto Winter Soldier in stasi in Siberia. Per questo, nonostante abbia passato gli ultimi 7 anni in prigione, Zemo conosce tutto quello che serve sapere sui tentativi dell’Hydra di ricreare il siero del supersoldato.

Per questo è vitale per arrivare al dottor Wilfred Nagel, personaggio che nei fumetti in realtà era attivo nella Seconda Guerra Mondiale, quando riprendeva il lavoro di Abraham Erskine e guidava l’esperimento che avrebbe replicato il siero del supersoldato in Isaiah Bradley, visto nello scorso episodio.

Il look di Zemo nel terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier
Il look di Zemo nel terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier

Il personaggio di Zemo viene decisamente approfondito rispetto alla sua precedente apparizione, e avvicinato maggiormente alla sua controparte fumettistica. Per prima cosa si esplicita il suo rango sociale, ricordando il titolo di Barone della sua famiglia, e gli si fa indossare un passamontagna viola che si avvicina molto alla maschera che indossa nei fumetti.

Anche la sua personalità, nonostante si evitino gli accenni alla militanza nazista del padre, è simile a quella più recente del personaggio, con quel senso di superiorità e quella malcelata accondiscendenza verso coloro che reputa inferiori, anche quando è autore di azioni “eroiche”.

Sharon Carter, la disillusa ex-Agente 13 dello S.H.I.E.L.D.

A Madripoor troviamo un altro personaggio proveniente da Captain America: Civil War, e che era già comparsa in Captain America: The Winter Soldier, ovvero Sharon Carter. La nipote dell’Agente Carter fondatrice dello S.H.I.E.L.D. era caduta in disgrazia per aver aiutato Steve Rogers nella sua fuga dopo l’entrata in vigore degli Accordi di Sokovia.

L’ironia di vedere insieme Sam, Bucky e Zemo non sfugge infatti a Sharon, che sottolinea come sia finita nei guai per aver rubato lo scudo di Cap e le ali di Falcon, sotto sequestro, per aiutarli a salvare Winter Soldier proprio da Zemo.

Copertina di Captain America 29 del 2009, di Steve Epting, con Falcon, Winter Soldier e Sharon Carter, il terzetto protagonista del terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier
Copertina di Captain America 29 del 2009, di Steve Epting, con Falcon, Winter Soldier e Sharon Carter

Dopo 7 anni in fuga (a differenza di Sam e Bucky, Sharon non è stata vittima dello Snap), Sharon è diventata molto più cinica e disillusa, operando come trafficante di opere d’arte rubate. La sua caratterizzazione riprende un po’ quella che il personaggio aveva a partire da metà anni ’90, quando tornò sulle scene dopo 15 anni in cui si pensava fosse morta (i lettori così come lo stesso Cap).

Ayo, la sorpresa alla fine del terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier

Nel finale della puntata Bucky nota alcuni Kimoyo beads, le “perle” multiuso utilizzate dai wakandiani. Bucky le riconosce perché ha passato due anni in Wakanda, liberandosi dai condizionamenti mentali dell’Hydra e guadagnandosi il titolo di White Wolf, Lupo Bianco.

Ayo fronteggia Bucky nel finale del terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier
Ayo fronteggia Bucky nel finale del terzo episodio di The Falcon and the Winter Soldier

Seguendo la traccia, Bucky si trova di fronte a Ayo, una vecchia conoscenza. Interpretata da Florence Kasumba, Ayo è stata la prima Dora Milaje, le guardie personali del re del Wakanda, che abbiamo incontrato in Captain America: The Winter Soldier, prima al servizio di T’Chaka e quindi di T’Challa.

Ayo è la seconda in comando delle Dora Milaje, dopo il generale Okoye, che nei 5 anni dopo lo Snap abbiamo visto collaborare con gli Avengers. Ayo l’abbiamo vista, oltre che combattere Killmonger in Black Panther, fronteggiare Corvus Glaive durante la battaglia di Wakanda in Avengers: Infinity War.

Ayo e Aneka guidano le Dora Milaje nella copertina di Black Panther 6 del 2016, di Brian Steelfreeze

Nei fumetti Ayo e la sua amante Ameka escono dalle Dora Milaje dato che vedono T’Challa come un leader troppo indulgente, e formano il duo di vigilanti radicali Midnight Angels. Può darsi che anche qui le sue azioni non siano per conto di T’Challa o comunque del Wakanda, ma motivate dalla vendetta personale. Ayo infatti era la responsabile della sicurezza quando T’Chaka è morto per mano di Winter Soldier, controllato da Zemo.

Per le Dora Milaje il sovrano del Wakanda deve essere protetto anche a costo della propria vita, per cui l’essere sopravvissuta alla morte di T’Chaka deve essere vissuta come una colpa da parte di Ayo. Probabile che non si fermi davanti a nulla prima di ottenere la vendetta che brama nei confronti di Zemo.

Tigre Sorridente, chi è costui?

A Madripoor Sam assume l’identità fittizia di Conrad Mack, alias Tigre Sorridente, Smiling Tiger. Si tratta di un criminale di secondo piano dell’Universo Marvel, facente parte del Folding Circle, un gruppo di figli di reduci del Vietnam legati ad un tempio nella giungla che si sono scontrati con i New Warriors. Nei fumetti ha anche fatto parte di un contingente di Thunderbolts, supercriminali al servizio del governo, guidati proprio da Zemo nel periodo di Civil War.

Smiling Tiger (in basso a destra) sulla copertina di New Warriors 21 del 1992, di Mark Bagley

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